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La Tavola della Pace di Bergamo, il Comitato bergamasco per la Difesa della Costituzione e il Coordinamento provinciale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani, hanno diffuso un comunicato stampa per prendere ufficialmente le distanze dalle recenti dichiarazioni del Governatore della Lombardia Roberto Maroni a proposito del taglio dei finanziamenti ai Comuni disposti a dare ospitalità ai profughi.

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Segnaliamo questo appello dei Comitati Dossetti per la Costituzione.

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In vista della manifestazione di sabato 12 marzo Oscar Luigi Scalfaro ha scritto questo messaggio:
<<L’Associazione “Salviamo la Costituzione: aggiornarla non demolirla” saluta con favore ogni iniziativa tesa a difendere la Costituzione. Apprendiamo con soddisfazione che sono tanti gli appuntamenti in programma e auguriamo agli organizzatori di coinvolgere il maggior numero di cittadini.
Al contempo, la nostra associazione sottolinea con manifesta preoccupazione i reiterati attacchi a cui è quotidianamente sottoposta la nostra Costituzione. In particolar modo riteniamo doveroso denunciare i tentativi di aggressione alla Carta che passano soprattutto attraverso i propositi di riduzione dell’autonomia e dell’indipendenza della Magistratura e dalle proposte di modificare le norme che regolano il giudizio di costituzionalità delle leggi.
La preoccupazione è molto forte ma, come per il referendum costituzionale del 2006,  siamo certi che gli italiani sapranno ancora una volta rinnovare il proprio amore per la Costituzione Repubblicana nata dalla Lotta di Resistenza e di Liberazione.>>

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Raniero La Valle, dei Comitati Dossetti per la Costituzione, in un appello ai cittadini critica le recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri considerate eversive rispetto alla Costituzione vigente.

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Ho letto stamane, con grave sgomento, l’ articolo a firma di Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera, con cui si critica aspramente l’introduzione dell’insegnamento della materia “Cittadinanza e Costituzione”. Si definisce “agghiacciante” l’idea di insegnare la norma fondamentale dello Stato nelle scuole! Insomma, c’è da restare basiti. In ragione di argomentazioni particolarmente profonde, il giornalista, nella sostanza,  sferra il solito spudorato attacco alla Carta Costituzionale.
I principi fondamentali contenuti nelle carte costituzionali si cambiano in occasione di eventi epocali, come la fine di una guerra, una rivoluzione o la fine di un regime totalitario. Altrimenti, potremmo avere una costituzione per ogni legislatura! Questo concetto elementare si impara all’Università, durante le prime lezioni di “diritto costituzionale”.  Le altre norme costituzionali, invece, si cambiano in Parlamento, con speciali procedure. Ma questa distinzione basilare sembra sfuggire al raffinato costituzionalista e pedagogista Galli della Loggia,  per il quale la Carta Costituzionale sarebbe “una carta politica, politicamente discutibile”, sic et simpliciter
A proposito dell’insegnamento della Costituzione nella scuola, sarebbe utile pubblicare, oltre al prezioso intervento del Galli della Loggia, anche l’Ordine del giorno presentato in Assemblea Costituente dagli Onorevoli Moro, Franceschini, Ferrarese e Sartor nella seduta dell’11 dicembre 1947, approvato all’unanimità, con vivi, generali applausi: «L’Assemblea Costituente esprime il voto che la nuova Carta Costituzionale trovi senza indugio adeguato posto nel quadro didattico della scuola di ogni ordine e grado, al fine di rendere consapevole la giovane generazione delle raggiunte conquiste morali e sociali che costituiscono ormai sacro retaggio del popolo italiano».
Andrea Leccese - ARDeP (www.ardep.it)
Note: Riportiamo l’articolo di Ernesto Galli Della Loggia (che si può leggere sul sito internet del Corriere della Sera) e la risposta di Luciano Corradini.

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Comunicato stampa del Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione: A_proposito_del_lodo_Alfano

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L’editoriale di Luigi Ferrajoli, pubblicato su “il manifesto” del 26/03/09

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L’intervento di Stefano Rodotà su Repubblica del 12/03/09

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L’attuale legge elettorale, detta anche “porcata” o “porcellum”, non va bene a nessuno (nemmeno a chi l’ha scritta e approvata), ma non è stata cambiata. E ancora una volta i cittadini italiani sono chiamati alle urne, affinché esprimano la volontà del popolo “imbrogliato”.

È evidente che l’impossibilità per gli elettori di scegliere i candidati, cambia la natura del Parlamento, perché trasforma tutti gli eletti anziché in rappresentanti del popolo in rappresentanti dei partiti o dei capi politici che li hanno selezionati.

Inoltre, l’attribuzione del premio di maggioranza, oltretutto svincolato da ogni soglia minima, altera profondamente la composizione della rappresentanza.

“Il voto è personale ed eguale, libero e segreto”: così è scritto nell’articolo 48 della nostra Costituzione. Ma che significa che il voto è “eguale”?

L’eguaglianza del voto in realtà negli ultimi 15 anni è stata mortificata ogni qual volta sono stati introdotti correttivi o forzature della proporzionalità. Tutti i sistemi maggioritari vengono creati appositamente per falsare le proporzioni del voto. E altrettanto si può dire di tutti i sistemi elettorali che distribuiscono “premi di maggioranza”.

Tutto ciò a me pare palesemente incostituzionale, poiché con simili meccanismi il voto non è più eguale. La soluzione sarebbe semplice: adottare sistemi elettorali proporzionali (tipo quello tedesco o quello utilizzato nel voto per il Parlamento Europeo) o con metodi che prevedono la riattribuzione delle preferenze nei collegi (tipo quello irlandese o quello australiano). Questi sistemi garantirebbero l’uguaglianza del voto di tutti.

Invece, tutte le forze politiche propongono il sistema elettorale più conveniente per sé in quel dato momento. Fregandosene altamente se si tratta di un sistema ingiusto e anticostituzionale.

Sinceramente non ho un rimedio da proporre, ma penso sia doveroso esprimere la mia contrarietà a questo sistema elettorale ingiusto. Di sicuro non avranno il mio voto…